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L’equinozio è appena scattato ed ecco la così detta stanchezza di primavera: quel sentirsi scarichi che accade perché il nostro organismo non ha mai tempo di prepararsi gradualmente al cambio del clima e dell’ora. Sebbene rappresenti un disturbo ciclico e passeggero per tutti, per molti questo malessere è molto più invasivo. La stanchezza non è altro che il primo segnale che l’intelligenza del corpo invia per comunicare un disagio, la fatica a contrastare un mondo che esige un elevato ed esagerato dispendio energetico. Così si legge sulla Carta di Ottawa, redatta ormai nel 1986, in occasione della Prima conferenza internazionale per la promozione della salute: “La salute viene creata e vissuta dagli individui nella sfera della loro quotidianità, là dove si gioca, si impara, si lavora, si ama. La salute nasce dalla cura di se stessi e degli altri, dalla possibilità di prendere decisioni autonome e di poter controllare la propria condizione di vita, come pure dal fatto che la società in cui si vive consenta di creare le condizioni necessarie a garantire la salute a tutti i suoi cittadini”.
